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Grazie allo shale, gli Stati Uniti si confermano leader nella produzione e nell'export; mentre la Cina, che punta a sostituire gradualmente il carbone con una fonte di energia più pulita, trainerà i consumi globali

Saranno gli Stati Uniti e la Cina i protagonisti assoluti del mercato globale del gas per i prossimi cinque anni, i primi sul versante della produzione e la seconda su quello del consumo. A trainare la domanda, accanto al colosso asiatico, le altre economie emergenti del continente e i paesi produttori (Nord America e Medio Oriente in particolare). È quanto mette in luce un Outlook della International energy agency (Iea), pubblicato di recente. Nel futuro prossimo, dunque, proseguirà il processo di affermazione del gas, una fonte energetica economica, sicura e pulita, il cui mercato supererà nel 2022 i 4 trilioni di metri cubi, con un tasso di crescita medio dell’1,6% l’anno.

Cresce il consumo in Asia e la Cina diventa il primo importatore al mondo

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La Repubblica popolare cinese, grazie a una continua crescita economica e a robuste politiche per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, sarà responsabile, da sola, del 37% dell’incremento globale del consumo di gas naturale tra il 2017 e il 2023. Insieme ai Paesi asiatici emergenti, conterà invece per oltre il 50% dell’incremento.

Nel periodo considerato, la domanda di Pechino crescerà ad un tasso medio annuo dell’8%. Un aumento che non potrà essere soddisfatto dalla sola produzione domestica: entro il 2019 la Cina diventerà il principale importatore mondiale di oro blu e la quota di gas importata sul totale dell’approvvigionamento del Paese salirà dal 39 al 45%.

Le previsioni della Iea sono confortate dall’andamento osservato già nel 2017: a fronte di un aumento medio della domanda globale di gas del 3% (il più alto dal 2010), si è registrato un incremento di quella cinese del 15%. Tale boom è dovuto allo sforzo enorme che sta conducendo il governo di Pechino per migliorare la qualità dell’aria che si è concretizzato in incentivi alla conversione delle caldaie a carbone in caldaie a gas sia nel settore residenziale sia in quello industriale. Queste politiche proseguiranno nei prossimi anni, come previsto nel tredicesimo piano quinquennale (2016-2020): “Andremo avanti con la rivoluzione nei consumi energetici – si legge nel documento di programmazione economica di Pechino – Promuoveremo la conservazione dell'energia in tutti gli ambiti, promuoveremo il risparmio energetico nell'industria, nell'edilizia, nei trasporti, nelle istituzioni pubbliche e lanceremo progetti per ammodernare caldaie, fornaci, prodotti per l’illuminazione e motori elettrici e recuperare il calore disperso per usarlo nel riscaldamento domestico”.

 

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La crescita del consumo di gas proseguirà in maniera sostenuta anche nei paesi produttori. A trainare la domanda mediorientale il fabbisogno crescente nel settore industriale, per la generazione di elettricità e la desalinizzazione. Mentre negli Usa, l’abbondanza dell’offerta locale, incoraggerà un utilizzo ancora più massiccio nell’industria chimica e negli altri settori industriali.

Gli Stati Uniti si confermano leader nella produzione

Gli Stati Uniti si confermano il Paese dei record: primi nella produzione di gas e primi per la percentuale di aumento dell’offerta, grazie anche al boom del gas associato al tight oil.

Lo shale gas rappresenta oggi i due terzi della produzione totale a stelle e strisce e proviene prevalentemente dai bacini degli Appalachi e del Permiano. La produzione addizionale degli Usa rappresenta almeno il 45% della crescita globale ed è destinata per i due terzi all’esportazione, via pipeline in Messico o sotto forma di gas naturale liquefatto (Lng) in tutto il mondo.34a Hoops 32b Shimmer BraBriefs Gold S 32c Novità Blue Provocateur Sheer Agent OZkPXuTiw

La maggior parte dell’incremento di output di gas negli altri paesi produttori come il Medio Oriente, la Cina e l’Egitto, resterà invece nel mercato domestico.

 

 

Il gas naturale liquefatto scorrerà in abbondanza sul mercato per almeno altri cinque anni, grazie ad un aumento della capacità di liquefazione a livello globale di 140 miliardi di metri cubi (+30%) tra il 2018 e il 2023.  Oltre la metà di tale incremento avverrà negli Stati Uniti (circa 80 miliardi di metri cubi); l’Australia ha in progetto circa 30 miliardi di metri cubi di capacità di liquefazione aggiuntiva e la Russia 15 miliardi. L’espansione dei gasdotti sarà invece più limitata e concentrata prevalentemente in Nord America (dagli Usa al Messico), in Eurasia (verso l’Europa) e in Cina.